Teatrando

Il progetto

“Teatrando” nasce dalla sperimentazione di percorsi psico-teatrali che hanno coinvolto gruppi di giovani adulti con disabilità.

Il metodo utilizzato nella conduzione dei percorsi si è basato sull’integrazione di tecniche teatrali e di drammatizzazione, tale integrazione ha permesso di svolgere un lavoro prettamente centrato sulle verità dei partecipanti piuttosto che su copioni precostituiti, il lavoro si è focalizzato sulle loro storie, le loro vite, le loro emozioni, i loro desideri, i loro sogni, il loro sentirsi parte di un contesto sociale che non sempre tende a valorizzare le abilità dell’individuo.

Il percorso artistico svolto fino ad oggi ha reso i partecipanti protagonisti della propria storia ma soprattutto del loro presente e del loro futuro.

All’interno dei laboratori l’utilizzo di semplici tecniche teatrali, d’improvvisazione, l’azione scenica, la costruzione di personaggi della fantasia appartenenti al loro mondo interno, hanno permesso di esprimere i loro pensieri dando voce al loro punto di vista.

Il risultato di questo percorso è stata la stesura di un copione costruito ad hoc che raccoglie e racconta parte degli aspetti di cui sopra, la semplicità della storia esprime l’ideale di un contesto sociale in cui possa esistere uno spazio “al centro della scena” riservato a chiunque.

Un percorso quindi che ha fatto raccontare dalla loro voce il punto di vista di chi “non fa la differenza”.

Il progetto intende realizzare uno spettacolo nell’anno 2016 permettendo al gruppo di raccontare e raccontarsi abbandonando le “quinte” per raggiungere “il centro della scena”.

Perché il teatro?

Crediamo che l’attività teatrale sia un luogo dove dar voce a vissuti profondi che nella quotidianità non sempre hanno modo di esprimersi.

Come accennato in precedenza “il nostro modo di fare teatro” nasce dall’integrazione tra tecniche di drammatizzazione derivanti dalla psicologia e tecniche teatrali, drammatizzare “la verità”per portare in teatro emozioni, desideri, esperienze realmente vissute.

Uno strumento che diventa quindi motore di crescita, di senso di appartenenza, di riflessione e a volte anche di scelte.

Raccontare e raccontarsi, recitare, sperimentarsi per essere i protagonisti della propria esperienza di vita, sempre mantenendo l’obiettivo dal quale ogni spinta evolutiva individuale e sociale non può prescindere: l’incontro, con se stessi, con l’altro diverso da sé, con parti di sé sconosciute, con nuove modalità di relazionarsi a se stessi e al mondo.

Il pubblico

Conoscere una realtà significa conoscere le storie di vita di chi vive quella specifica realtà, ma soprattutto l’unicità irripetibile, il valore e le risorse dei volti e dei nomi di quelle storie.

Non esiste “un senso di sé” in assenza di qualcun altro che lo possa riconoscere, l’essere umano è per definizione Persona solo quando qualcun altro riconosce quella persona in quanto tale, allo stesso modo non c’è teatro senza pubblico. Attraverso il pubblico “ il centro della scena” diventa in questo progetto, per i nostri ragazzi, la ri-conquista di un immagine di sé carica di abilità, risorse, pensieri da condividere pubblicamente.

La sceneggiatura costruita sulla base delle emozioni del gruppo diventa a sua volta per lo spettatore promotore di una cultura dell’integrazione, incontro, dialogo, convivenza.

La proposta progettuale è quella di portare lo spettacolo anche nelle scuole oltre che in teatro, tale scelta persegue obbiettivi educativi multipli, ampliare la conoscenza di realtà apparentemente lontane ma nel concreto vicine vuol dire stimolare riflessioni che possano incidere su quegli schemi che se radicati, comportano stigmatizzazione e isolamento della persona, significa quindi un’opportunità: quella di capovolgere il senso delle cose valorizzando le potenzialità e le abilità presenti in ogni individuo e in questo caso nei nostri ragazzi.