Diari in rete, una rete solidale

PREMESSA

Il progetto nasce con l’intenzione di favorire l’integrazione delle persone con dis/abilità e promuovere una cultura dell’integrazione per tutti.

Si intende realizzare un percorso rivolto ad adulti con dis/abilità intellettive medio-lievi che vertono in condizioni di isolamento sociale, soggetti che vivono il disagio della disabilità spesso non comprendendone le motivazioni e significati.

Si intende portare le esperienze dell’isolamento e della disabilità una volta che esse stesse siano state elaborate e divenute consapevoli,  direttamente dalla voce di chi ha fatto questo percorso di crescita e integrazione, significherà informare e formare a una cultura dell’integrazione e dell’inclusione attraverso metodi potenti e autentici, la verità soggettiva di chi quella storia l’ha davvero vissuta.

Partiamo dall’esperienza vissuta nell’ente con i nostri frequentatori per ampliare il lavoro ventennale attualmente ancora in atto.

Amici di Silvia è un’associazione di volontariato con sede a Milano nel territorio di Lambrate, nasce nel 1998 nel nome di Silvia Abrate, giovane medico milanese, per continuarne l’impegno personale per l’affermazione della solidarietà e del rispetto tra le persone e per una piena, vera e consapevole accettazione dell’altro.

L’associazione svolge la propria attività al fine di favorire la creazione di una rete di solidarietà, che affermi ed operi per la realizzazione della centralità della persona, promuovendo azioni nel campo del disagio e dell’emarginazione.

DESCRIZIONE

Il progetto si rivolge ad adulti e giovani adulti con disabilità cognitive e che hanno difficoltà a trovare occupazioni, ad integrarsi, a costruirsi un futuro e che per queste ragioni sono a rischio di quadri psicopatologici importanti come ad esempio scompensi psicotici, stati depressivi, stati limite, dipendenza da sostanze o da gioco.

È una disabilità differente da quella generalmente riconosciuta, forse più mascherata ma presente e bisognosa di forti risposte e sostegno, una realtà che non balza all’occhio nell’immediato ma che colpisce il quotidiano e che merita di essere agevolata in percorsi che permettano alle persone di riconoscere i propri limiti, per potere successivamente porre l’accento sulle risorse e le potenzialità, con il fine ultimo di permettere a chiunque una vita piena e possibile.

L’intenzione è quella di partire da interventi che intercettino tali forme di isolamento mettendo in campo strumenti idonei di intercettazione e di aggancio, strumenti aggiuntivi a quelli già in atto nell’operato dell’ente, strumenti al passo con i tempi dell’era digitale.

La comunicazione digitale (chat, l’utilizzo di face book, blog) è parte integrante della vita dei giovani frequentatori dell’associazione, spesso tale mezzo di comunicazione ha veicolato messaggi, richieste, conflitti, paure e desideri che nella comunicazione canonica non trovano il coraggio di prendere forma.

Per questo il progetto ritiene importante ampliarne l’utilizzo sia in favore dei frequentatori storici che in favore di soggetti sconosciuti che potrebbero trarre beneficio dall’apertura di nuove porte sul mondo.

L’obbiettivo ultimo del percorso progettuale è la costituzione di un gruppo narrante- itinerante, composto dagli attuali frequentatori dell’associazione e dai nuovi arrivi intercettati attraverso il percorso progettuale proposto.

Il gruppo narrante, una volta costituito, avrà la caratteristica di essere itinerante portando ad enti ed istituzioni scolastiche, percorsi di cultura dell’integrazione, prevenzione dell’emarginazione, inclusione, informazione.

Verranno elencate di seguito le azioni e gli strumenti che il progetto intende mettere in campo.

Azione 1

Rete e promozione

La promozione degli strumenti adottati dal progetto sarà un’azione continua e costante per tutta la durata del percorso, saranno informati enti e servizi presenti sul territorio ed enti extraterritoriali.

Rete e promozione saranno un’azione integrata che hanno l’obiettivo di sviluppare, mantenere e ampliare il raggio di intervento e il target dei fruitori, i quali non devono essere esclusivamente soggetti con disabilità che vertono in condizioni di isolamento, ma anche persone, adulti e giovani adulti, che non hanno mai avuto l’opportunità di entrare in contatto diretto con questa realtà.

Saranno utilizzati materiali cartacei e digitali (profilo face-book dell’associazione, mailing-list, sito internet, gruppi chat già attivi e composti da conoscenti, soci e simpatizzanti dell’associazione, ecc).

Azione 2

Diari in rete

L’auto narrazione  come strumento per arrivare in fondo a se stessi e all’altro.

 “Io metterò i miei occhi al posto dei tuoi, tu metterai i tuoi occhi al posto dei miei, solo allora potremo incontrarci”

Sarà lo strumento autobiografico, l’auto narrazione, il racconto delle storie reali di vita a permettere di dare spazio a quell’unicità e irripetibilità di ogni protagonista del progetto.

Il blog, uno spazio appositamente dedicato all’interno del sito, sarà il luogo dove depositare la propria esperienza, dove parlare del mondo dal proprio punto di vista, un mondo a volte ostile e a volte desiderato, uno spazio dove esprimere la fatica di appartenere ad un sistema sociale che non sempre lo permette in piena regola.

Il blog ha lo scopo di raccogliere episodi e racconti, diari in rete che contengono passaggi e momenti della propria vita, ha lo scopo di diventare un luogo dove ritrovare o trovare per la prima volta il filo della propria storia nella sua interezza, un luogo dove fornire nuove letture ai significati profondi del proprio essere e delle proprie esperienze, un deposito dove rintracciare le specificità di ognuno e gli aspetti comuni della sofferenza di chi si sente confinato “nel dietro le quinte della scena”.

Le esperienze depositate in forma anonima potranno essere lette e quindi ascoltate da “altri”, “altri” che vivono esperienze simili, altri che si riconoscono ma anche “altri” che non conoscono e non sono direttamente toccati dall’esperienza dell’isolamento e della disabilità.

Una piattaforma dove dar voce ai propri pensieri che diventa luogo d’incontro e trampolino di lancio per nuovi passi verso nuove forme di inclusione.

Le autobiografie in rete diventano nuove reali possibilità di guardarsi, rispecchiarsi, riconoscersi, differenziarsi, di vedere, di essere visti, di essere riconosciuti nella propria totalità, unicità, irripetibilità.

Diari in rete vuole diventare una vera e propria rete solidale.

Azione 3

Carta d’identità digitale – oltre le frontiere

Il potere del gruppo si basa sulla possibilità di sperimentare confronti, incontri, riflessioni che sono tenuti insieme da un sentire comune.

Quando emerge il sentire comune nasce “il senso di appartenenza”, appartenere significa sentire di esistere e quindi recuperare i mezzi per guardare i propri limiti e le proprie risorse per muoversi nel mondo.

L’associazione ha dato vita al gruppo “Carta d’identità”, uno spazio di incontro e confronto mensile seguito e gestito da professionisti esperti (psicologi e psicoterapeuti) con il contributo di amici volontari.

Essere “disabile” per i nostri ragazzi significa risolvere tipiche questioni delle tappe evolutive con coefficienti di difficoltà molto più elevati, nonostante un corpo che funziona e che cammina, il raggiungimento di queste stesse tappe è spesso precluso o raggiunto ad altissimi costi.

Essere “disabile”, per il target di cui ci occupiamo, significa porsi domande angoscianti e cercare risposte alle domande di altri:  “perché io sono solo?”, “perché non posso avere figli?”, “vorrei sposarmi un giorno, potrò farlo?”, “perché i commenti della gente fanno così male?”,  “cosa vuol dire quando mi dicono che sono diversa?”, “chi sono io?”, “perché a volte gli altri mi evitano?”, “Come sarà il mio futuro?”
Questi quesiti aprono il varco ad un mondo di sofferenza che, se non trattata in contesti adeguati, può dar vita a quadri psicopatologici importanti.

Carta d’identità è diventato così uno spazio dove guardarsi dentro, dove le risposte si cercano insieme e anche se a volte non si trovano il gruppo resta comunque, con lo scopo di partire dai limiti per trovare i punti di forza.

Allargare questa opportunità e incontrarsi in rete significa allargare la possibilità  a molte più persone di vivere quest’esperienza abbattendo i limiti che “l’incontro fisico” comporta agli stadi iniziali di una conoscenza: vergogna, timore di esporsi o di prendere parola, azioni per raggiungere il luogo fisico dell’incontro dove “nessuno conosce me” e dove “io non conosco nessuno”, il corpo, un corpo che spesso in questi casi è vissuto come inadeguato e inevitabilmente genera blocchi emozionali.

“Carta d’identità”  in versione digitale permette di iniziare ad esprimersi e lo permette soprattutto a chi non lo ha mai fatto prima, permette a tutte le persone con disabilità, che vivono condizioni di isolamento e non hanno i mezzi per trovare altre opportunità di scambio, di abbattere le frontiere.

Lo spazio sarà gestito da professionisti esperti con il supporto dei frequentatori dell’associazione che hanno già vissuto percorsi di consapevolezza e crescita personale.

È attraverso l’esperienza dei nostri frequentatori che impariamo ad allargare le frontiere della comunicazione, sono loro che ci insegnano e ci dimostrano come i mezzi digitali forniscono nell’isolamento una via d’uscita importante.

Azione 4

L’invito a cena

Le storie raccolte e depositate, gli incontri, i gruppi tematici, gli autori o i semplici lettori delle storie, porteranno all’associazione: persone! E quindi “relazioni”! Nuovi fruitori e nuovi simpatizzanti, nuovi punti di vista per guardare il mondo in ottica inclusiva e non escludente.

Dopo il primo anno di attuazione progettuale, l’invito a cena da parte dell’associazione significherà offrire l’opportunità di “materializzarsi”, lasciando sempre e comunque la scelta ai modi e ai tempi preferenziali di tutti i soggetti intercettati e con i quali è iniziata la relazione.

“L’invito a cena” sarà un occasione in più, un evento aperto a tutti e al territorio.

Il progetto è orientato al superamento dei confini e quindi anche dei confini territoriali, tutti potranno partecipare ed entrare in rete, per questa ragione l’azione “invito a cena” terrà conto anche di coloro che saranno distanti a livello territoriale, verrà quindi utilizzato un collegamento via webcam che permetta a tutti di esserci!

L’evento avrà fra gli scopi quello di consolidare una rete già in atto, ma soprattutto fortificare l’immagine dell’associazione  come contenitore presente e pronto ad accogliere.

Azione 5

Il gruppo narrante – itinerante

Uno degli obbiettivi che si intende raggiungere è la costituzione di un gruppo narrante e itinerante composto dai frequentatori dell’associazione e dai protagonisti di “Diari in rete”.

Persone che alla luce dei livelli di consapevolezza raggiunta possono essere essi stessi attivatori e accompagnatori di una cultura dell’integrazione.

Istituzioni scolastiche, enti e associazioni diventeranno gli ambiti principali ai quali l’intervento formativo – esperienziale si rivolgerà.

Una particolare attenzione sarà rivolta ai più giovani, protagonisti del futuro, che hanno il diritto e il dovere di “apprendere”un mondo che funziona e può funzionare solo attraverso il riconoscimento delle differenze.

Portare le esperienze dell’isolamento e della disabilità una volta che esse stesse siano state elaborate e divenute consapevoli,  direttamente dalla voce di chi ha fatto questo percorso di crescita e integrazione, significherà informare e formare a una cultura dell’integrazione e dell’inclusione attraverso metodi potenti e autentici, la verità soggettiva di chi quella storia l’ha davvero vissuta.

Ampliare la conoscenza di realtà apparentemente lontane, ma nel concreto vicine vuol dire stimolare riflessioni che possano incidere su quegli schemi che se radicati, comportano stigmatizzazione e isolamento della persona, significa quindi un’opportunità:  capovolgere il gioco delle regole, le logiche delle definizioni stigmatizzanti, valorizzare le potenzialità e le abilità presenti in ogni individuo, rendere protagonisti dell’intervento formativo i protagonisti stessi della propria storia.